
A chi non viene la pelle d’oca quando, magari al termine di una importante gara sportiva, sente le note della romanza Nessun dorma cantate dall’ impareggiabile e rimpianto Luciano Pavarotti? E allora chi non ricorda uno dei più grandi musicisti italiani che scrisse questa aria della Turandot?
Giacomo Puccini nacque a Lucca e fu proprio nel Teatro del Giglio che ebbe i primi riconoscimenti e “allori”. Fu infatti proprio il Sindaco di Lucca che in occasione della prima recita dell’Edgar 5 settembre 1891 donò al musicista una elegante corona d’alloro a nome della Città’ che “tutta lieta di averVi dato i natali ora tiene in Voi fissi gli occhi come nuovo astro che sorge a glorificazione dell’Italia”. 
Poi ci fu Manon Lescaut cui seguirono La Boheme, Madama Butterfly,La Fanciulla del West La Rondine ,Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi.
La sua ultima opera fu Turandot completata da Franco Alfano e rappresentata postuma alla Scala di Milano sotto la direzione di Arturo Toscanini che in segno di estrema deferenza e di commozione arrestò la rappresentazione a metà del terzo atto, dopo l’ultima pagina completata dall’autore, rivolgendosi al pubblico con queste parole: «Qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto.
Il soggetto della Turandot è ricavato dal mondo delle fiabe e si svolge a Pechino. Il giovane Calaf impressionato dalla regale bellezza di Turandot, figlia dell’imperatore della Cina, decide di tentare anche lui la risoluzione dei tre enigmi che gli permetterà di sposare la gelida e crudele principessa. Ovviamente vinse la gara e sposò Turandot.
Puccini visse a Massaciuccoli, in una bella casa sul lago omonimo, oggi museo, a pochi Km da Lucca dove si recava spessissimo. Qui ogni domenica la banda cittadina era solita suonare arie pucciniane e quando arrivava il Maestro il direttore scendeva dal podio e invitava Puccini a dirigere .
Il Maestro saliva sul palco e, prima di iniziare, chiudeva con un gesto teatrale lo spartito della musica e dirigeva a memoria.
Alcune curiosità sulla Turandot:
La romanza Nessun dorma viene utilizzata per rendere più suggestivo il passaggio finale nelle esibizioni delle Frecce Tricolori;
Nel 2002 il gruppo heavy metal Manowar ha eseguito una cover della canzone nell’album Warriors of the World;
Nel 2006 Pavarotti la cantò in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Torino.