
La testa sulle nuvole, un modo di dire che è diventato realtà. Infatti il “Cloud Computing” e cioè l’archivio sulle nuvole sta prendendo sempre più piede non solo per le imprese, ma anche per i privati. Anche le nostre foto, brani musicali ed altre belle librerie multimediali possono già oggi risiedere su una nuvola (cloud) e solo noi vi possiamo, accedere con il pc, il telefonino, le ‘tavolette magiche’ ovunque siamo senza la necessità di portarci dietro chiavette, dischi, dischetti e altre memorie esterne.
Già oggi, inconsciamente usiamo le nuvole informatiche quando archiviamo foto, filmati ed altri file in rete, senza occupare inutilmente preziosi spazi della memoria del nostro pc.
Ma non solo i file possono risiedere sulle nuvole, anche il software vi trova ampiamente posto, soprattutto per le imprese, che riducono così la maggior parte dei problemi creati dalla gestione di hardware e di software necessario per l’ azienda, potendo così liberare una parte delle proprie risorse e dedicarle ad altre attività.
Rimanendo nell’utilizzo per scopi personali, sono ormai molte le app che si possono installare per utilizzare il cloud computing mettendo al riparo tutti i dati e i file multimediali che potremo utilizzare in qualunque luogo, con qualunque apparecchio ed eventualmente condividerlo con qualcuno.
In genere i vari ‘proprietari delle nuvole’ offrono gratuitamente un certo quantitativo (in genere da 2 a 10 mega) di spazio per l’archiviazione e la gestione dei nostri file digitali. Tutto bene e facile da usare, resta un solo piccolo problema, per attivare e utilizzare in modo proficuo il cloud computing è necessaria una connessione internet veloce e la banda larga in Italia non è disponibile in ogni zona e non sono solo le più sperdute zone rurali ad esserne sprovviste.